AMERICA LATINAECUADORCosa vedere in Ecuador: l’itinerario perfetto in 15 giorni tappa per tappa

Cosa vedere in Ecuador: l’itinerario perfetto in 15 giorni tappa per tappa

Mentre scrivo questo itinerario dedicato a cosa vedere in Ecuador, mi trovo nel Paese da quasi 6 mesi e solo dopo averlo visitato tutto ed essere tornata più volte in alcuni luoghi del cuore, ho deciso di avere tutte le informazioni necessarie per scrivere un itinerario.

Non fidarti mai di chi, dopo 15 giorni in un Paese già si sente abbastanza preparato dal poterti dare consigli di viaggio, perché potrebbe darti informazioni errate o mancanti, date dalla sua scarsa esperienza.

Un Paese complesso come l’Ecuador, con molti climi ed ecosistemi, con una cultura indigena fortissima e una storia tutto fuorché facile, va studiato bene prima di essere visitato ed è questo che ho fatto in questi 6 mesi di vita e viaggio qui.

Nell’itinerario troverai tutte le tappe consigliate, dove soggiornare e consigli pratici per sapere cosa mettere in valigia e gli errori da evitare.

Idealmente questo itinerario è pensato per 15 giorni, ma puoi modificarlo eliminando o aggiungendo tappe.

IMPORTANTE: troverai anche le varianti se hai più tempo e se ti muovi in auto a noleggio o con mezzi pubblici/condivisi. Inoltre, troverai anche come inserire le isole Galapagos nell’itinerario in Ecuador a seconda di quanti giorni hai a disposizione.

Se hai domande o osservazioni lasciami un commento sotto l’articolo, ti risponderò appena possibile.

3 cose da fare prima di un viaggio in Ecuador

Prima di partire per l’Ecuador ci sono tre cose che ti consiglio di organizzare, perché possono evitarti parecchi problemi durante il viaggio:

  1. Attiva una e-SIM con dati illimitati. Le SIM locali che si acquistano in Ecuador offrono generalmente pochi giga e, usando Google Maps, da solo ti consumerà tutti i giga in pochi giorni. Io in Ecuador mi sto trovando benissimo con le e-SIM Holafly che hanno dati illimitati e, dopo aver provato anche altre soluzioni, è quella che continuo a preferire per rapporto qualità-prezzo. Se la acquisti tramite il mio link, hai anche uno sconto del 5%.
  2. Non partire senza un’assicurazione di viaggio. Un problema di salute, un volo cancellato o il furto del telefono dall’altra parte del mondo possono trasformarsi in una spesa importante e un incubo che ti rovina il viaggio. Personalmente ti consiglio l’assicurazione Heymondo che, ahimé, mi è già capitato di utilizzare, fortunatamente con un’ottima esperienza. Tra i motivi per cui la consiglio ci sono l‘assistenza in italiano disponibile 24 ore su 24 (importantissima), il videoconsulto medico in italiano e i massimali alti (a differenza di altre assicurazioni viaggio). Acquistandola dal mio link ottieni automaticamente il 10% di sconto.
  3. Porta con te una carta pensata per i viaggi. Personalmente evito sempre di utilizzare all’estero la carta collegata al mio conto principale: in caso di furto o clonazione, il viaggio diventa un incubo. Da oltre sette anni utilizzo Revolut ed è ancora la mia carta preferita. Il conto apre gratuitamente online in pochi minuti, permette di pagare e prelevare in valuta estera (ricorda che in Ecuador la moneta è il dollaro statunitense) e, una volta rientrato, ti renderai conto di quanto è comoda anche per gli acquisti online e gli abbonamenti (tipo Netflix, Prime, ecc.)

Ecuador cosa vedere: utile panoramica pre-viaggio

dov'è l'ecuador
Dove si trova l’Ecuador

L’Ecuador è uno dei Paesi con la maggiore biodiversità al mondo e, nonostante le dimensioni contenute, racchiude 4 regioni completamente diverse: la costa tropicale, la Cordigliera delle Ande, la foresta amazzonica e le isole Galápagos.

Nel giro di poche ore puoi passare dal livello del mare a oltre 4.000 metri di altitudine, con cambiamenti enormi di clima, temperature e paesaggi.

Per questo motivo è importante organizzare bene le tappe del viaggio, mettere in valigia un abbigliamento adatto a ogni zona che si intende visitare e prevedere qualche giorno di adattamento se visiterai le zone andine.

È proprio questa incredibile varietà a rendere l’Ecuador una destinazione unica, ma richiede un po’ più di pianificazione rispetto ad altri Paesi del mondo.

Ed è per questo che ho scritto questa guida e che ti invito a salvare il link della pagina in una nota per averlo sempre a portata di mano mentre organizzerai la valigia.

Cosa portare per un viaggio in Ecuador

Ecco 7 cose da comprare indispensabili per il tuo viaggio in Ecuador:

  1. Un buon binocolo per gli avvistamenti: quello che ti inserisco qui è uno dei più economici e migliore per rapporto qualità/prezzo;
  2. Borraccia termica per mantenere l’acqua fredda: a meno di questa cifra troverai solo borracce di bassissima qualità che non mantengono l’acqua fredda a queste latitudini;
  3. Zaino 60 Litri da viaggio: il miglior rapporto qualità/prezzo che ho trovato dopo aver provato 5 marchi diversi. Ti sconsiglio vivamente di viaggiare con il trolley qui;
  4. Bastoni da trekking (ideali dove c’è anche fango o neve): per le camminate sui vulcani e i trekking sono davvero utili e aiutano a non mettere tutto il peso sulle ginocchia;
  5. Zainetto piccolo per le escursioni quotidiane: questo della Salomon lo uso da 3 anni e nonostante tutte le avventure è ancora intatto, un miracolo praticamente!
  6. Il repellente contro zanzare e mosquitos: qui non si scherza con le punture di insetto. Questo che ti inserisco qui ha il 50% di DEET che è ciò che allontana davvero gli insetti. Comprane almeno un paio, mi ringrazierai;
  7. L’adattatore universale da viaggio: indispensabile per usare i tuoi caricatori italiani ovunque nel mondo. Con questo puoi caricare più dispositivi contemporaneamente. Quello che ti inserisco qui lo uso da più di 3 anni ininterrottamente e funziona sempre bene.

Dove dormire a Quito: i 7 migliori hotel per rapporto posizione prezzo

Le prime notti soggiornerai a Quito, qui ho selezionato per te i 7 migliori hotel per rapporto qualità/prezzo:

  • Casa Lucia Hotel: secondo me è una delle migliori scelte per rapporto qualità/prezzo nel centro di Quito. Occupa un elegante edificio coloniale recentemente restaurato e gode di una posizione perfetta per visitare la città a piedi.
  • Hotel & Rooftop King Experience by David: ospitato all’interno di un affascinante palazzo coloniale, offre camere accoglienti, un piacevole patio interno e una terrazza panoramica dalla quale ammirare i tetti del centro storico. I prezzi sono molto competitivi e la posizione permette di raggiungere facilmente a piedi tutti i punti di interesse.
  • Viajero Quito Hostel: se scegli questa struttura, ti consiglio di prenotare la camera matrimoniale superior: con una piccola differenza di prezzo rispetto alla standard è decisamente più curata e confortevole. L’ostello ha anche un grazioso giardino, si trova a pochi minuti dalla Cattedrale ed è una delle soluzioni con il miglior rapporto qualità/prezzo.
  • Old Town Quito Suites Heritage Hotelappartamenti bellissimi attrezzati da 2 a 4 persone arredati e ristrutturati con gusto in palazzo storico. Colazione inclusa molto buona, parcheggio privato, belli anche gli spazi comuni. A pochi minuti a piedi dal centro storico.
  • Hotel Boutique Cultura Manor by Brater: l’hotel più bello dove dormire a Quito Mariscal. La struttura è molto bella, ha anche il giardino e puoi muoverti con la metro in modo super comodo.
  • Harmony Republica del Salvador: se preferisci un appartamento, questi sono moderni e attrezzati con tutto, vicino al parco La Carolina, hanno piscina scoperta sul tetto del palazzo.
  • NIDO Boutique Hotel: hotel con terrazza pazzesca dove poter ammirare la miglior vista sulla città. Le camere sono stilose e moderne, la colazione ottima è inclusa e c’è anche l’idromassaggio in terrazza.

Cosa vedere in Ecuador: giorno 1

cosa vedere in ecuador: mitad del mundo, linea equatoriale

Le prime due giornate di questo itinerario in Ecuador sono dedicate a Quito, la capitale, le sue attrattive principali.

Quito si trova a circa 2.850 metri di altitudine, quindi è normale avvertire un po’ di stanchezza, fiato corto o mal di testa nelle prime ore. L’arrivo qui serve anche a farti acclimatare all’altitudine in modo graduale.

Con la prima mezza giornata a disposizione, puoi dedicare il pomeriggio alla Ciudad Mitad del Mundo, situata a nord di Quito. È una delle tappe più conosciute tra le cose da inserire quando si decide cosa vedere in Ecuador, soprattutto perché permette di comprendere il legame del Paese con la linea equatoriale e con le spedizioni scientifiche che ne studiarono la posizione.

Arrivando a Quito, dal centro della città il modo più rapido per arrivarci è utilizzare Uber che è il miglior modo per spostarsi dove la metro non arriva.

Se preferisci non dover pensare a nulla, puoi prenotare un tour alla Mitad del Mundo da Quito che include anche il trasporto (può essere conveniente).

Il complesso nacque per ricordare la missione geodetica francese arrivata in questa zona nel XVIII secolo per effettuare misurazioni fondamentali sulla forma della Terra. Al centro si trova il grande monumento attraversato dalla linea simbolica dello zero latitudinale: puoi salire fino alla terrazza panoramica, visitare le esposizioni interne e scattare l’iconica fotografia con un piede in ciascun emisfero.

Il complesso della Ciudad del Mundo è abbastanza grande e molto turistico, ma non include molto altro da vedere se non molti negozietti e ristoranti e una parte vagamente museale (un po’ deludente); però è un bel modo di iniziare a scoprire il Paese con calma e senza attività troppo impegnative.

Rientra a Quito dove soggiornerai per le prossime notti.

Cose da vedere in Ecuador: giorno 2

itinerario Ecuador 15 giorni_quito
Io a Plaza San Francisco a Quito

Il secondo giorno di questo itinerario in Ecuador lo dedichiamo a Quito e ai suoi luoghi più belli.

Prima tappa: il TeleferiQo, una cabinovia che dalla città ti porterà fino a oltre 4.000 metri di altitudine e, se il tempo lo permette, ti regala una vista incredibile.

Ti consiglio di raggiungere il TelefériQo al mattino, possibilmente subito dopo l’apertura.

A questa altitudine le nuvole tendono ad aumentare nel corso della giornata e partire presto offre maggiori possibilità di trovare il cielo limpido.

La funivia risale il versante orientale del vulcano Pichincha e conduce fino alla zona di Cruz Loma in circa 18-20 minuti.

Essendo in altitudine solo da 24 ore, cammina lentamente e idratati con regolarità.

Ricorda di portarti una giacca a vento perché in cima fa freddo.

La stazione di partenza non è servita direttamente dalla metro, quindi il mezzo più pratico dal centro è Uber. Prendilo dalla piazza di San Francisco che è centrale e sicura (in alcune zone appena dietro al centro si verificano parecchi scippi).

Dopo essere sceso dal TelefériQo, raggiungi la Basilica del Voto Nacional, uno degli edifici più riconoscibili della città. È una basilica neogotica, ma presenta un dettaglio che la rende profondamente ecuadoriana: al posto delle tradizionali gargolle europee compaiono animali della fauna nazionale, tra cui iguane, tartarughe, armadilli e condor.

La parte più interessante della visita è la salita alle torri (4$ a persona). Il percorso passa attraverso terrazze, passerelle interne e scale, fino a raggiungere alcuni dei punti panoramici più belli sulla città. L’ultima parte non è adatta a chi soffre di vertigini o ha difficoltà motorie, ma non è obbligatorio arrivare fino al punto più alto.

Una curiosità locale racconta che la basilica non verrà mai terminata completamente, perché il giorno in cui i lavori finiranno arriverà anche la fine del mondo. L’edificio conserva infatti ancora alcuni elementi volutamente incompleti.

Dalla basilica puoi scendere a piedi verso la Plaza de la Independencia, chiamata comunemente Plaza Grande.

Sulla piazza si affacciano il Palacio de Carondelet, sede della presidenza della Repubblica, la Cattedrale Metropolitana, il Palazzo Arcivescovile e il Municipio. Al centro si trova il monumento dedicato all’indipendenza del 10 agosto 1809, data particolarmente importante nella storia ecuadoriana.

Prosegui poi lungo le strade del centro fino alla Plaza de San Francisco, una delle piazze più scenografiche della capitale. È dominata dall’enorme complesso della chiesa e del convento di San Francisco, costruito a partire dal XVI secolo.

TIP: se hai tempo inserisci un tour gratuito in città per poter chiedere informazioni su Quito alla guida e vedere lati più locali:

Concludi la giornata salendo a El Panecillo, la collina che domina il centro storico da sud. Sulla cima si trova la grande Virgen de Quito, una statua in alluminio ispirata alla celebre Vergine alata realizzata nel XVIII secolo da Bernardo de Legarda.

Dal mirador si apre una vista molto ampia sul centro coloniale, sulla parte moderna della città e sulle montagne circostanti. È un luogo particolarmente suggestivo nel tardo pomeriggio, quando la luce illumina i tetti e le cupole del centro.

Se viaggi da solo o è quasi buio sali in Uber per evitare spiacevoli incontri.

Seconda notte a Quito.

Ecuador cosa vedere: giorno 3

itinerario Ecuador 15 giorni_Otavalo
I kicwha di Otavalo nei vestiti tipici

Questo terzo giorno di itinerario in Ecuador, inizia con l’esplorazione di Otavalo, una cittadina molto interessante in cui personalmente sono tornata più volte.

Se hai noleggiato un auto (fallo con Discovercars, comodissima piattaforma che compara tutte le principali agenzie di noleggio e ti offre i prezzi migliori) puoi decidere di visitarla in modo autonomo partendo da Quito.

Le strade sono ottime in Ecuador e quella che dovrai percorrere dalla capitale a Otavalo è un pezzetto della celebre Panamericana, che in certi punti ha anche 3 corsie per direzione.

Se, invece, ti muovi senza auto, il mio consiglio per risparmiare tempo ed energie nell’organizzazione, è prenotare un tour in giornata a Otavalo con partenza da Quito. Questo tour che ti ho inserito comprende anche Cotacachi, un grazioso paesino famoso per la realizzazione di splendidi oggetti in cuoio (in questa giornata non potrai non fare un po’ shopping e comprare qualche ricordo del viaggio).

Otavalo è famosa per il suo mercato artigianale, il più grande dell’Ecuador e tra i principali di tutto il Sud America.

Qui puoi camminare per ore nelle vie della città, e trovare un po’ di tutto: dalle collane ai cappelli, dai poncho alle tipiche espadrillas, souvenir, abiti, gioielli fatti a mano.

La cosa che ti sorprende arrivando a Otavalo è la netta differenza con altre zone del Paese: qui la presenza indigena è altissima ed è splendido vedere gli otavaleños (abitanti del Cantone di Otavalo), nei loro abiti tipici che indossano ancora nella loro quotidianità e non, come in altre zone, solo per le occasioni speciali.

Ciò che li caratterizza sono i capelli lunghissimi, sia per gli uomini che per le donne, raccolti in una lunga treccia adornata spesso da un laccio colorato.

Poi c’è il cappello, solitamente in feltro con una piuma (vera) di uccello.

Le donne, a volte, indossano anche una specie di scialle ripiegato e riposto sulla testa che si chiama fachalina e ha il ruolo di coprire dal sole, dalla pioggia e dal freddo.

Gli uomini indossano pantaloni bianchissimi, camicia azzurra e espadrillas (o alpargatas) ai piedi.

Le donne una camicia bianca con una fascia in vita (faja o chumbi), una lunga gonna nera fino ai piedi (anaco), espadrillas e collane con tanti fili color oro.

Questa collana si chiama wallka (o huallca) ed oggi viene realizzata con vetro soffiato e all’interno fili di palline d’oro (i carati possono variare). Un tempo erano spesso realizzate con coralli e se ne possono ancora vedere molte così, anche in vendita.

La tradizione risale all’epoca coloniale. Gli studiosi ritengono che le popolazioni indigene abbiano reinterpretato le collane introdotte dagli spagnoli, fondendo elementi europei con la propria cultura e trasformandole in un simbolo identitario. Nel tempo la wallka è diventata anche un segno di prestigio e prosperità: più fili compongono la collana, maggiore è il valore attribuito all’ornamento, anche se oggi questo significato è soprattutto simbolico.

Il semplice camminare per il mercato permette di osservare il meraviglioso mantenimento della cultura kichwa (il termine corretto da usare per la popolazione quechua in Ecuador) qui nella zona di Otavalo, completamente a sé stante rispetto a tutto il resto dell’Ecuador.

TIP: il mercato principale di Otavalo è il sabato, ma in realtà anche gli altri giorni vedrai un via vai di gente per le sue strade, moltissimi negozietti con in vendita oggetti interessanti e mercati secondari dislocati in zone diverse della città.

Rientro a Quito per la terza notte.

Cosa visitare in Ecuador: giorno 4

Il giorno 4 inizia una delle esperienze più incredibili del viaggio in Ecuador.

Nel giro di appena un’ora passerai dagli oltre 2.800 metri di altitudine di Quito alla foresta amazzonica, uno degli ecosistemi più ricchi di biodiversità al mondo. È proprio questo uno degli aspetti che rende unico un itinerario in Ecuador: nel giro di poche ore si attraversano ambienti completamente diversi, con paesaggi, clima e fauna che sembrano appartenere a continenti differenti.

Dopo lunghe ricerche e diverse esperienze nell’Amazzonia Ecuadoriana, ti consiglio l’esperienza più bella che potrai fare anche se hai a disposizione solo pochi giorni.

Devi prenotare il primo volo del mattino da Quito a Francisco de Orellana, conosciuta da tutti semplicemente come El Coca. Le due compagnie che operano regolarmente questa tratta sono LATAM e Avianca, con un volo di circa 35-40 minuti.

Volendo potresti anche andarci guidando (come ho fatto io), ma potresti dover partire prestissimo. Se hai un’auto a noleggio sappi comunque che è possibile arrivarci guidando e lasciare il veicolo parcheggiato all’interno del parcheggio negli uffici di Sani Lodge mentre stai facendo il tour.

Il Sani Lodge è una realtà semplicemente unica e il miglior esempio di turismo eco-sostenibile che io abbia mai sperimentato finora.

Negli anni in cui diverse compagnie petrolifere cercavano di ottenere concessioni nell’area, la comunità kichwa Sani ebbe una visione molto intelligente e decise di proteggere il proprio territorio e creare un’attività capace di generare reddito senza distruggere la foresta.

I Sani permisero alla Oil Company di perlustrare il terreno in cerca di petrolio ma si fecero promettere di farsi costruire una struttura turistica che sarebbe stata di loro proprietà.

La Oil Company per fortuna non trovò petrolio ma costruì il lodge come da accordi e la comunità Sani si poté tenere tutte le terre di sua appartenenza mentendole vergini e intatte.

Una storia che ha dell’incredibile e che per una volta ha uno splendido lieto fine.

Oggi tutti gli introiti del lodge vengono reinvestiti dalla comunità in istruzione, sanità, infrastrutture e nella tutela di oltre 30.000 ettari di foresta amazzonica. Scegliere di soggiornare qui significa quindi contribuire direttamente alla conservazione della foresta e sostenere una delle più virtuose esperienze di turismo comunitario dell’Ecuador.

Una volta atterrato all’aeroporto di El Coca, il personale del Sani Lodge ti aspetterà per accompagnarti con un breve trasferimento fino all’ufficio operativo della struttura situato vicino al molo.

Il trasferimento prosegue infatti in barca lungo il Río Napo, uno dei principali affluenti del Rio delle Amazzoni. La navigazione dura circa due ore e mezza e rappresenta già un’esperienza a sé: man mano che ci si allontana dalla città, il paesaggio diventa sempre più selvaggio e le rive del fiume si trasformano in un susseguirsi di alberi giganteschi, vegetazione impenetrabile e piccoli villaggi indigeni.

Dopo uno snack di benvenuto e un po’ di tempo per riposare, iniziano le attività di avvistamento, con tratti in canoa e altri a piedi nella foresta.

Viaggio in Ecuador: giorni 5 e 6

Il secondo e terzo giorno del tour sono i più intensi, con attività che iniziano alle 6 di mattina dopo la colazione.

Si alternano camminate nella foresta, giri in canoa negli affluenti del Napo, passeggiate notturne per vedere insetti, rane, ragni di ogni tipo (incluse enormi tarantole), incontri con la comunità Sami e osservazione di uccelli incredibili dalla torre di avvistamento di 40 metri.

TIP: per questi giorni di tour è molto importante avere alcuni oggetti che ti aiuteranno a vivere meglio l’esperienza, li trovi nella sezione all’inizio dell’articolo “Cosa portare per un viaggio in Ecuador”.

Ecuador cosa vedere: giorno 7

Il quarto giorno del tour (puoi scegliere di fare quello di 5 giorni e magari saltare una tappa successiva) inizia con sveglia prestissimo per rientrare a El Coca in mattinata. Con Sani Lodge puoi organizzare lo spostamento all’aeroporto per tornare a Quito.

Da lì hai due opzioni:

  • Noleggiare un auto all’aeroporto (o proseguire con quella che avevi già noleggiato) e organizzare i prossimi spostamenti in modo più veloce;
  • Rimanere a Quito e da lì muoverti il giorno dopo con una gita in giornata per la prossima meta.

Se scegli la prima opzione, con l’auto raggiungi Chasqui, un piccolo paesino a pochi minuti dall’ingresso del Parque Nacional Cotopaxi, e soggiorna a El Chasqui Guest House, super comodo per visitare il parco il giorno successivo.

Se scegli di spostarti con i mezzi pubblici, allora soggiorna un’altra volta a Quito e prenota questa escursione in giornata al Cotopaxi che parte da Quito per il giorno successivo.

Cosa cambia tra viaggiare in modo autonomo e con tour?

Il tour include anche la laguna Quilotoa nello stesso giorno (un po’ di corsa ma c’è) e non hai tempo per salire fino al Refugio del Cotopaxi, mentre viaggiare con la propria auto vuol dire dedicare più tempo al Cotopaxi (puoi salire fino al Rifugio a 4.800 metri) e il giorno dopo fare la laguna del Quilotoa con calma.

Ovviamente la scelta modifica anche un po’ le tempistiche per cui valuta bene qual è l’opzione migliore per te.

Cosa vedere in Ecuador: giorno 8

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Cotopaxi

L’ottavo giorno dell’itinerario in Ecuador potrai ammirare uno dei simboli del Paese: il vulcano Cotopaxi, non il più alto (quello è il Chimborazo), ma il più scenografico per la sua iconica forma conica.

Con i suoi 5.897 metri di altitudine, è uno dei vulcani attivi più alti del mondo e probabilmente la montagna più fotografata del Paese.

Se viaggi in autonomia e hai scelto un’auto 4×4, puoi salire fino al parcheggio più in alto, a circa 4.500 metri di altitudine (oppure contrattare un taxi ufficiale al parcheggio dell’entrata con una guida per 60$ in totale) e fare la camminata di circa 300 metri di dislivello fino al Rifugio José Ribas.

È un’esperienza che richiede gli abiti giusti (scarpe da trekking, abiti impermeabili, diversi strati, bastoni da montagna) e un pochino di acclimatamento all’altitudine ma vale davvero la pena.

Se non sei abituato a fare camminate in montagna potresti trovarlo molto faticoso, nonostante sia meno di un’ora di camminata, anche perché le condizioni atmosferiche sono spesso difficili (neve o pioggia, vento forte, temperature basse).

Muovendoti con il tuo veicolo, dopo l’escursione al Cotopaxi, partirai in direzione Quilotoa dove dormirai e trascorrerai la prossima giornata. Vicino al Quilota ti consiglio di soggiornare al Tiklan Camping oppure al Hostal el Vaquero che include anche la cena.

Se visiti il Parco con il tour da Quito, invece, non farai il trekking, ma potrai osservare il vulcano dal basso dalla Laguna di Limpiopungo.

Finita la giornata, tornerai a Quito per soggiornare un’altra notte e il giorno dopo ti sposterai in direzione Baños de Agua Santa.

Viaggio in Ecuador: giorno 9

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La Laguna del Quilotoa

Se viaggi con il tuo mezzo, questa giornata la dedicherai a un luogo speciale tra le cose da vedere in Ecuador: la Laguna de Quilotoa.

Si tratta di un lago vulcanico formatosi circa 800 anni fa in seguito al collasso del vulcano Quilotoa dopo una violenta eruzione. Oggi il cratere, largo circa 3 chilometri, è riempito da acque dalle incredibili sfumature turchesi e verde smeraldo

Per le comunità indigene Kichwa che vivono nei villaggi circostanti, la laguna è considerata un luogo sacro. Secondo diverse leggende locali, le sue acque sarebbero prive di fondo e custodirebbero spiriti e antichi tesori, motivo per cui ancora oggi viene rispettata come un luogo profondamente legato alla spiritualità andina.

L’escursione più famosa è il trekking ad anello lungo il bordo del cratere, lungo circa 10-12 chilometri, che richiede mediamente 5 ore. Il sentiero regala panorami spettacolari da ogni punto di osservazione ed è relativamente semplice, anche se l’altitudine di quasi 3.900 metri rende la camminata più impegnativa di quanto sembri.

Dopo questa meravigliosa camminata, si riparte direzione Baños de Agua Santa.

Se ti stai muovendo con mezzi pubblici, arriverai a Baños de Agua Santa e avrai qualche ora nel pomeriggio per raggiungere la meravigliosa Cascada El Pailón, che si trova a Rio Verde.

Il mio consiglio è di soggiornare a Baños de Agua Santa a Finca Chamanapamba Guest House, una casa immersa nella natura che propone bungalow e appartamenti fino a 4 persone. Il posto è davvero particolare: si trova vicino al sentiero delle 7 cascate, la vista è spettacolare, la pace che si respira ancor di più.

Itinerario in Ecuador: giorno 10

Con i suoi circa 20.000 abitanti, Baños (de Agua Santa) è una cittadina raccolta e vivace, situata a 1.820 metri di altitudine ai piedi dell’imponente vulcano Tungurahua (5.023 m), uno dei vulcani più attivi dell’Ecuador. Per oltre vent’anni il Tungurahua ha regalato spettacolari eruzioni, tanto che gli abitanti hanno dovuto evacuare la città in diverse occasioni.

Oggi l’attività è notevolmente diminuita, ma la sua presenza continua a dominare il paesaggio.

Il clima è decisamente più mite rispetto a Quito o al Cotopaxi: durante il giorno le temperature oscillano generalmente tra 18 e 25 °C, mentre la vegetazione rigogliosa e le frequenti piogge ricordano che l’Amazzonia è vicina.

La Ruta de las Cascadas è probabilmente l’attività più famosa di Baños. Si tratta di una strada panoramica di circa 18 km che segue il canyon del Río Pastaza fino quasi al confine con l’Amazzonia, attraversando una valle ricca di vegetazione tropicale, gole profonde e alcune delle cascate più spettacolari dell’Ecuador.

Puoi farla in bici, in taxi o in autobus: in bicicletta è una bella esperienza perché ti fermi quando vuoi e la strada da Baños è quasi tutta in leggera discesa. Al ritorno puoi prendere un bus e caricare le bici sopra per pochi dollari.

In alternativa e se ami camminare ti consiglio un’escursione poco turistica: parti con un taxi per raggiungere la famosa Casa del Arbol e da lì imbocca il sentiero che scende verso Runtún, un piccolo villaggio andino affacciato sulla valle del Río Pastaza. Il percorso attraversa pascoli, boschi di montagna e tranquille strade secondarie, regalando panorami continui sulla vallata e sul vulcano.

Da Runtún puoi proseguire lungo l’antico sentiero che riporta direttamente a Baños, completando un trekking di circa 13 chilometri, quasi interamente in discesa. Calcola 4-5 ore di cammino.

Altra notte a Baños de Agua Santa.

Cosa fare in Ecuador: giorno 11

cosa visitare in ecuador in 15 giorni_cuenca
Cuenca

La giornata n.11 del viaggio in Ecuador è dedicata principalmente al trasferimento verso Cuenca, una delle città coloniali più eleganti del Sud America.

Se viaggi con un’auto a noleggio, il tragitto dura circa 6-7 ore e si percorre quasi interamente lungo la Panamericana, quindi comodissimo.

Con i mezzi pubblici, invece, puoi prendere un autobus diretto dalla stazione di Baños. Diverse compagnie effettuano quotidianamente la tratta e il viaggio richiede generalmente 7-8 ore.

Arrivando nel pomeriggio o in serata, ti consiglio di fare una prima passeggiata nel centro storico e concederti una cena in uno dei numerosi ristoranti affacciati sul Río Tomebamba.

A Cuenca soggiorna all’Hospederia Seminario Conciliar de San Julian situato nel centro storico, camere accoglienti e rimodernate, parcheggio vicino, palazzo storico ristrutturato molto bello.

In alternativa, puoi alloggiare all’Hotel Convento del Giraldo, con una splendida vista sulla città, ideale per muoversi a piedi, parcheggio vicino, stile coloniale per il bel palazzo che lo ospita.

Itinerario in Ecuador: giorno 12

cosa vedere in ecuador in 15 giorni: Ingapirca
Ingapirca

Il giorno 12 è dedicato all’escursione a Ingapirca, il sito archeologico principale dell’Ecuador.

Il modo più facile per farlo è prenotare un tour da Cuenca a Ingapirca in giornata con guida.

La guida è necessaria per avere le spiegazioni necessarie a capire il sito e la sua storia e l’escursione include anche una sosta interessante al Santuario de la Virgen del Rocio.

La sua storia è particolarmente interessante perché racconta l’incontro tra due civiltà. Prima dell’arrivo degli Inca, infatti, quest’area era abitata dal popolo Cañari, una delle culture più avanzate dell’Ecuador. Solo verso la fine del XV secolo gli Inca conquistarono la regione e ampliarono il complesso, integrando la propria architettura con quella già esistente.

Il simbolo di Ingapirca è il celebre Tempio del Sole, un edificio dalla caratteristica forma ellittica costruito con enormi blocchi di pietra perfettamente incastrati senza l’utilizzo di malta. Ancora oggi gli archeologi considerano questa struttura uno dei migliori esempi di ingegneria inca presenti fuori dal Perù.

Passeggiando tra le rovine potrai osservare antiche abitazioni, terrazze agricole, aree cerimoniali e i resti delle strade che un tempo facevano parte del Qhapaq Ñan, l’imponente rete viaria che collegava tutto l’Impero Inca per oltre 30.000 chilometri.

Notte a Cuenca.

Cosa visitare in Ecuador: giorno 13

Questa giornata è pensata per visitare Cuenca con calma, poter fare un po’ di shopping, gustare un pranzo in tranquillità e goderti un po’ di relax.

Cuenca, il cui nome completo è Santa Ana de los Ríos de Cuenca, si trova a circa 2.560 metri di altitudine ed è il principale centro urbano dell’Ecuador meridionale. L’area cantonale conta oggi circa 800.000 abitanti, ma il centro conserva un’atmosfera raccolta, con edifici coloniali e repubblicani, piazze alberate e una forte tradizione artigianale.

Inizia la giornata con un tour gratuito di Cuenca a piedi, è il modo migliore per non dover pensare a nulla e scoprire la città passeggiando.

Alcune delle tappe principali del tour sono la chiesa del Sagrario, la cattedrale dell’Immacolata Concezione (dove ti consiglio di salire sulla Cupola per la vista), il Parque Calderón, le piazze di Las Flores e di San Francisco e infine la Chocolatería Paccari dove potrai provare (e poi comprare) ottimo cioccolato dell’Ecuador (considerato il migliore al mondo e caffè 100% arabica).

Dopo il tour, ti consiglio un giretto al Mercado 10 de Agosto dove puoi osservare e provare prodotti tipici del territorio.

Altra tappa imperdibile è il Museo e negozio del Sombrero de paja Homero Ortega, dove potrai entrare gratis e scoprire la storia del famoso Panama (si chiama Panama ma è originario di qui) e comprarne uno da portare a casa. I cappelli sono meravigliosi e fatti tutti rigorosamente a mano.

Concludi la giornata lungo il Barranco del Río Tomebamba, uno dei luoghi più piacevoli di Cuenca. Il percorso tra il quartiere di El Vado e il Puente Roto si sviluppa per circa due chilometri e segna il confine tra la parte storica e quella moderna della città.

Notte a Cuenca.

Ecuador cose da vedere: giorno 14

Viaggio ecuador 15 giorni

Oggi dedichiamo la giornata a un Parco stupendo, che puoi visitare facilmente da Cuenca con una gita in giornata con guida al Parco Cajas.

Il parco protegge circa 28.500 ettari e si estende indicativamente tra i 3.100 e oltre 4.400 metri di altitudine.

Il Cajas è famoso per il suo sistema di lagune di origine glaciale, che svolge anche una funzione fondamentale nell’approvvigionamento idrico di Cuenca. Tra gli ecosistemi più particolari si trovano il páramo e le foreste di Polylepis, alberi dalla corteccia sottile e contorta capaci di crescere a quote elevatissime.

Nonostante l’aspetto apparentemente spoglio, il parco ospita una biodiversità notevole. Sono state registrate più di 157 specie di uccelli, mentre tra i mammiferi presenti figurano il cervo nano delle Ande, il tapiro andino e l’orso dagli occhiali (oso de antojos).

Durante l’escursione farai anche una piacevole camminata alla Laguna Toreadora con meravigliose viste panoramiche e di livello facile.

Anche per questa giornata risulta molto utile avere gli accessori che ti ho consigliato nella sezione “Cosa portare in un viaggio in Ecuador”.

Rientro a Cuenca.

Itinerario in Ecuador: giorno 15

L’ultimo giorno raggiungi l’Aeroporto Internazionale Mariscal La Mar per il volo di rientro.

Da Cuenca probabilmente dovrai fare scalo a Quito o in Colombia a seconda della compagnia.

Viaggio Ecuador e Galapagos: come modificare questo itinerario inserendo l’arcipelago

Se hai 15 giorni e vuoi dedicare parte del viaggio alle Isole Galápagos, puoi farlo modificando l’itinerario che hai appena letto come segue.

L’itinerario del viaggio Ecuador e Galapagos diventerebbe questo:

  • Giorni 1-2: Quito e Mitad del Mundo
  • Giorno 3: Otavalo
  • Giorni 4-6: Amazzonia (Sani Lodge)
  • Giorno 7: Cotopaxi
  • Giorno 8: Laguna Quilotoa
  • Giorni 9-10: Baños de Agua Santa
  • Giorni 11-14: Isole Galápagos
  • Giorno 15: rientro a Quito o Guayaquil e volo internazionale.

Questa soluzione permette di vivere tre delle quattro grandi regioni naturali dell’Ecuador – Ande, Amazzonia e Galápagos – sacrificando principalmente la parte meridionale del Paese (Cuenca, Parque Cajas e Ingapirca).

Se invece hai 18-20 giorni a disposizione, potrai inserire le Galapagos in questo stesso itinerario con partenza il giorno 15 da Cuenca e il giorno 19 l’aereo per l’Ecuador continentale e poi il ritorno verso casa.

Isole Galapagos: cosa vedere e come organizzarsi

viaggio Ecuador Galapagos
Un’iguana alle Galapagos

Con soli 4 giorni a disposizione, bisogna ottimizzare al massimo i tempi per scegliere cosa vedere alle Galapagos.

Il mio consiglio per pochi giorni è prenotare un tour di 4 giorni che ti permette di visitare 2 delle isole principali.

Questo tour di 4 giorni alle isole di Santa Cruz e Isabela è il migliore in termini di rapporto qualità/prezzo e include tutto (alloggio, escursioni, cibo) e ti permette di scoprire alcuni dei punti più interessanti e iconici delle due isole come:

  • las Tintoreras (dove osservare gli squali pinna bianca),
  • il trekking al vulcano Sierra Negra,
  • las Grietas,
  • l’osservazione delle tartarughe giganti al Chato Ranch;
  • visita al centro di osservazione Arnaldo Tupiza (dove poter vedere le tartarughe di tutte le età protette per favorirne la riproduzione).

SUPER TIP: per organizzarti in autonomia il viaggio alle isole Galapagos senza tour, leggi la mia guida Come organizzare un viaggio alle isole Galapagos senza spendere un rene.

Itinerario in Ecuador 15 giorni: domande frequenti

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Come pagare in Ecuador?

In Ecuador la moneta ufficiale è il dollaro americano. Ti consiglio di avere con te sempre contanti e di portare la carta da viaggio Revolut per prelevare e pagare al cambio migliore.

È necessario avere l’assicurazione in un viaggio in Ecuador?

Assolutamente sì. Acquista l’assicurazione di viaggio Heymondo che include anche cancellazioni, eventuali furti e copertura sanitaria con assistenza in italiano 24h. Sono pochi euro che ti fanno viaggiare sereno.

Se la acquisti con il mio link hai il 10% di sconto incluso.

Qual è il mese migliore per viaggiare in Ecuador?

Il mese migliore per viaggiare in Ecuador è Giugno, non tanto per una questione climatica (perché ogni zona è diversa), ma più che altro per la possibilità di vivere la festa dell’Inti Raymi, nei giorni tra il 21 e il 25 del mese.

È sicuro viaggiare in Ecuador?

A prescindere da tutte le pessime notizie che puoi trovare online, per la mia lunga esperienza posso confermarti che viaggiare in Ecuador è sicuro.

Tutta la zona della sierra (la cordigliera delle Ande), le Galapagos e l’Amazzonia sono estremamente sicure. A Quito fai attenzione agli scippi di telefono e macchina fotografica, ma nulla più.

La costa, che però non ho inserito in questo itinerario in Ecuador, è la parte più delicata, specialmente la parte settentrionale nelle province di Esmeraldas e Manta, però io sono stata un mese e mezzo nella parta centro-meridionale della costa e l’ho trovata super tranquilla.

Ovviamente leggi le informazioni ufficiali e stai attento, ma non farti influenzare troppo dalle notizie che leggi.

Quali sono 10 cose da vedere in Ecuador assolutamente?

Tra le cose da vedere in Ecuador davvero imperdibili ci sono:

  • il centro storico di Quito e il TelefériQo;
  • la Mitad del Mundo;
  • il mercato indigeno di Otavalo;
  • la foresta amazzonica (il parque Yasuni);
  • il vulcano Cotopaxi e il suo Parco Nazionale;
  • la Laguna di Quilotoa;
  • Mindo;
  • il sito archeologico inca-cañari di Ingapirca;
  • Cuenca;
  • il Parco Nazionale Cajas.

Tutte sono inserite nel mio itinerario in Ecuador di 15 giorni.

Quanti giorni stare in Ecuador?

Almeno 15 giorni come ho inserito in questo itinerario. Se ne hai 18-20 è ancora meglio e puoi inserire oltre a tutte le tappe del mio itinerario anche 4 giorni alle isole Galapagos come da sezione “Viaggio Ecuador e Galapagos: come modificare questo itinerario inserendo l’arcipelago”.

Qual è il periodo migliore per venire in Ecuador?             

Non esiste una stagione migliore, per cui puoi venire in Ecuador tutto l’anno. Dopo essere stata qui molto tempo e aver letto tanti consigli diversi posso confermarti che ci sono diversi climi con stagionalità differenti in ogni zona del Paese, per cui un periodo può essere migliore, per esempio, per visitare le Ande ma peggiore per le Galapagos o l’Amazzonia.

Qual è la spiaggia più bella dell’Ecuador?

Tortuga Bay, sull’isola Santa Cruz alle Galapagos.

Come è la sanità in Ecuador?

Poco affidabile. Anche gli stessi Ecuadoriani hanno spesso un’assicurazione privata perché gli ospedali, soprattutto fuori dalle città come Quito e Guayaquil, hanno mancanza di personale e tempi molto lunghi. Acquista l’assicurazione sanitaria per il tuo viaggio in Ecuador per poterti curare in caso di imprevisti nelle strutture private molto più efficienti.

Cosa comprare di tipico in Ecuador?

  • i tessuti colorati, i poncho, le coperte e le borse realizzati dalle comunità indigene, soprattutto al mercato di Otavalo;
  • i cappelli di paja toquilla, conosciuti nel mondo come Panama Hat;  
  • il cioccolato prodotto con cacao ecuadoriano, considerato tra i migliori al mondo;
  • il caffè coltivato nelle diverse regioni del Paese;
  • prodotti a base di tagua, un seme naturale chiamato anche “avorio vegetale”.

Cosa mangiare di tipico in Ecuador?

Ecco alcuni dei piatti tipici da mangiare in Ecuador:

  • locro de papa, una zuppa andina cremosa a base di patate, formaggio e avocado;
  • hornado, maiale cotto lentamente e servito con mais, patate o llapingachos;
  • llapingachos, frittelle di patate ripiene di formaggio;
  • fritada, carne di maiale cotta nel proprio grasso e accompagnata da mais, platano e patate;
  • encebollado, zuppa di pesce con manioca e cipolla, molto diffusa soprattutto sulla costa;
  • ceviche ecuadoriano, generalmente più liquido rispetto ad altre versioni sudamericane;
  • bolón de verde, una sfera di platano verde schiacciato con formaggio o carne di maiale;
  • cuy arrosto, piatto tradizionale andino a base di porcellino d’India;
  • maito, pesce o carne avvolti in foglie e cotti sul fuoco, tipico dell’Amazzonia;
  • melcocha, dolce di zucchero di canna caratteristico di Baños.

Cosa vedere a Quito?

Leggi la mia guida Cosa vedere a Quito in 2 giorni.

Dove dormire a Quito?              

Leggi la mia guida dedicata Dove dormire a Quito e dove non farlo.

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