Cosa vedere a Bali: itinerario da sogno nell’isola degli Dei
Ho deciso di scrivere questa guida dedicata a cosa vedere a Bali perché è un’isola meravigliosa ma estremamente fraintesa e giudicata; le persone ci arrivano con troppe aspettative (sia positive che negative) e durante il viaggio finiscono per non andare oltre queste.
Di Bali parlano tutti, anche chi non c’è mai stato, e questo ci dice la portata della sua fama, ma, in questo articolo, troverai consigli onesti e luoghi imperdibili che spero riuscirai a visitare mettendo da parte quello che ti hanno detto per poterteli godere come dovremmo fare con ogni viaggio: senza pregiudizi né aspettative.
Leggi tutto l’articolo, perché alla fine troverai altri utili consigli per organizzare il viaggio con un box dedicato alle domande più frequenti sull’isola.
Viaggio a Bali: 3 cose da fare prima di partire

Prima di partire per il tuo viaggio a Bali, ci sono 3 cose che devi fare:
- Acquistare l’assicurazione sanitaria di viaggio: non è un optional, è necessaria sempre fuori dall’Europa e ti permette di assicurarti non solo per la salute, ma anche per i tuoi oggetti di valore (es. macchina fotografica). Puoi acquistare l’assicurazione sanitaria Heymondo con il 10% di sconto e l’assistenza in italiano cliccando su questo link;
- Scegli una carta ideale per viaggiare: io uso da 7 anni Revolut, carta perfetta per viaggiare perché permette di prelevare gratuitamente all’estero e pagare in altre monete evitando pessimi tassi di cambio. È gratis aprire un conto Revolut e la carta può essere fisica o virtuale;
- Prenota con anticipo gli hotel, b&b o guest house dove dormirai perché sull’isola è sempre difficile trovare disponibilità.
Dove dormire a Bali: i miei consigli per luoghi incredibili dove soggiornare



Il mio consiglio è di trascorrere metà del soggiorno in una struttura e metà in un’altra, in due zone diverse dell’isola in modo da rendere più facili gli spostamenti.
Ecco le mie scelte preferite dove soggiornare a Bali, tra risaie verdissime, piscine a sfioro e viste mozzafiato:
- A Villa Kayu Lama a Ubud con la possibilità di scegliere anche camere con piscina privata. Tutte le stanze hanno una meravigliosa vista sulle risaie verdissime e la posizione è perfetta per visitare l’isola;
- Parvati Retreat Villa a Ubud dove le camere con patio immerse nel verde si affacciano su una grande e scenografica piscina e la posizione è vicina al centro cittadino;
- Ulun Ubud Resort: se vuoi soggiornare in uno di quei resort dove la piscina si affaccia su un anfiteatro di risaie, questo è il posto ideale. Le camere sono grandi e spaziose e le zone in comune un sogno da cui non vorrai andare via. Comoda la posizione non lontana da Ubud.
- Uluwatu Cottages: sistemazioni da sogno affacciate su Padang Beach, a pochi km dalla famosissima Uluwatu Beach. I cottages e la piscina si affacciano sull’oceano, la posizione è incredibile per rilassarsi e visitare il sud dell’isola;
- Flower Bud Bungalow Balangan: vicino alla spiaggia di Balangan, c’è questa bella struttura composta dacamere e bungalow di diverso tipo dai prezzi stracciati (a partire da 24 € con bella piscina;
- Kubu Kangin Resort: gran bel resort composto da stanze in architettura balinese tipica e piscina con vista sulla vegetazione lussureggiante. Si trova vicino alla spiaggia di Amed (costa est), un luogo ancora non troppo turistico dove poter ammirare una meravigliosa spiaggia nera e un’atmosfera originale lontana dal turismo di massa di altre zone dell’isola;
- Serenity Eco Guesthouse: tipiche camere in bamboo con piscina, vicino alla famosa spiaggia dei surfisti di Canggu. Ideale per visitare il sud dell’isola, provare una lezione di surf e osservare un meraviglioso tramonto dalla spiaggia bevendo qualcosa;
- Ocean Paradise Bali: se vuoi allontanarti dalla Bali più movimentata, questo resort affacciato sull’oceano nel punto più a nord dell’isola è quello che fa per te. Ottimo per esplorare il nord dell’isola.
Cosa vedere a Bali centrale: cuore verde tra risaie, templi e cascate



Se ti stai chiedendo cosa vedere a Bali oltre alle spiagge, la risposta è qui: nel cuore dell’isola.
Colline di risaie, villaggi artigiani, templi immersi nella giungla e cascate scenografiche fanno di Bali centrale la base perfetta per chi ha pochi giorni e vuole ottimizzare gli spostamenti. Ubud è la scelta più logica come campo base (soprattutto se ti muovi in scooter), ma l’ideale è dividere il soggiorno tra Ubud e una seconda zona.
Il centro è il meglio che Bali possa offrire, quindi se hai pochi giorni, concentra le tue attenzioni su questa zona.
Ubud e dintorni
Ubud è il centro creativo e spirituale dell’isola.
Restare qualche notte qui significa essere vicini a templi storici, risaie terrazzate e cascate ma anche avere a portata di mano musei, danza tradizionale e una scena gastronomica sorprendente.
Il cuore è il Puri Saren (Ubud Palace), a due passi dal mercato: il palazzo non è enorme, ma i padiglioni scolpiti e i cortili cerimoniali raccontano bene la storia dei sovrani locali.
La sera, proprio qui o al Pura Dalem, puoi assistere a spettacoli di danza legong e barong: un modo semplice e potente per entrare nel ritmo dell’isola.
Se ami l’arte, il Puri Lukisan custodisce opere balinesi del Novecento mentre l’ARMA Museum, poco più a sud, integra gallerie a giardini tropicali: entrambi sono ideali per una pausa fresca nelle ore calde.
A pochi minuti a piedi dal palazzo trovi anche il Pura Taman Saraswati, il “tempio del loto”: lo specchio d’acqua fiorito e i delicati intagli in pietra lo rendono una tappa fotografica perfetta all’alba, quando la luce è morbida e la città non si è ancora svegliata del tutto.
La Campuhan Ridge Walk parte praticamente dal centro di Ubud: calcola circa 1 km dal Puri Saren (10–15 minuti a piedi lungo Jalan Raya Ubud) fino al ponte di Campuhan, accanto al tempio di Gunung Lebah e all’hotel Warwick Ibah, dove trovi anche un piccolo parcheggio per scooter.
L’accesso è semplice: scendi dal ponte verso il tempio, segui il sentiero in cemento che si arrampica sulla cresta e in pochi minuti ti ritrovi sospeso tra due valli del fiume Wos, con erbe alte, palme e il profilo delle colline che si apre davanti.
È una passeggiata dolce, senza salite impegnative, e in circa 20–30 minuti si raggiunge l’area dei campi e dei caffè rurali (il tratto classico fino alla zona di Karsa Café è perfetto per un’uscita soft).
Non c’è ombra, quindi l’alba è l’orario migliore: luce radente, temperatura fresca e pochissime persone; al tramonto i colori si scaldano e l’atmosfera diventa più romantica, ma è anche il momento di massima affluenza. Non serve biglietto, ma se entri nelle aree del tempio vestiti in modo rispettoso (ginocchia e spalle coperte).
Le famose terrazze di riso di Tegallalang si trovano circa 10 km a nord di Ubud (20–30 minuti in scooter): il mosaico di subak, i canali e i sentieri che s’inerpicano tra le risaie disegnano il paesaggio iconico che molti associano a Bali. L’esperienza cambia completamente in base all’orario: tra le 6:30 e le 8:30 i contadini lavorano nei campi e i punti panoramici sono quasi vuoti; a metà giornata arrivano i pullman e le altalene turistiche, che puoi ignorare avanzando oltre i primi balconi. Sono le risaie più famose di Bali per cui non spaventarti se trovi tante persone, ma cerca di evitare gli orari centrali della giornata.
Scendendo a sud-est di Ubud per circa 4 km si incontra Goa Gajah, la “Grotta dell’Elefante”: un varco scolpito nella roccia introduce a un piccolo santuario con vasche di purificazione e reliquie antiche. La visita è breve ma intensa e si combina bene con un itinerario nella valle del fiume Petanu, dove la giungla si infittisce e l’umidità scolpisce muschi e felci sulle scalinate di pietra.
A nord-est di Ubud, in 40–50 minuti, si raggiunge Tirta Empul, il tempio delle acque sacre dove i fedeli compiono abluzioni nelle vasche alimentate da sorgenti. Partecipare al rito richiede tempo, un sarong e una guida locale che spieghi gesti e significato; anche senza immergersi, osservare con discrezione è una finestra autentica sulla spiritualità balinese.
A pochi chilometri, ancora nella zona di Tampaksiring, Gunung Kawi sorprende con i suoi candi scolpiti nella roccia lungo un torrente: la discesa tra risaie e palme da betel apre su un paesaggio cerimoniale quasi sospeso.
Sangeh Monkey Forest
Se la Monkey Forest nel pieno centro di Ubud ti sembra troppo caotica, spostati verso Sangeh. Qui la foresta di alberi pala forma un corridoio verde scenografico, punteggiato da santuari dove i macachi vivono relativamente indisturbati. Arrivando al mattino, quando l’aria è fresca e la luce filtra in diagonale tra i tronchi, l’atmosfera è contemplativa. Le scimmie restano curiose: occhiali, cappelli e bottiglie è meglio riporli nello zaino, ma rispetto al centro città la sensazione è più distesa e le scimmie meno aggressive.
Nungnung Waterfall e le alture di Petang
Se desideri una cascata potente, nella giungla più profonda, vai a Nungnung: da Ubud si impiega tra un’ora e un’ora e mezza (34–38 km verso nord, tra curve e saliscendi). La discesa a gradoni è lunga e la risalita fa lavorare le gambe, ma l’impatto al cospetto del getto ripaga ogni sforzo. Andare tra le 8:00 e le 10:00 permette di godersi la gola ancora in ombra e con poca foschia; al ritorno, se hai tempo, rientra passando per Mengwi e fermati a Taman Ayun, il tempio reale circondato da canali che mette ordine all’itinerario con un tocco di eleganza architettonica.
Le cascate di Bangli: tra Tukad Cepung e le gole nascoste della giungla
Chi sceglie di esplorare la zona di Bangli, a est di Ubud, scopre una delle aree più ricche d’acqua di tutta Bali: canyon, vallate e gole dove i torrenti scendono a formare cascate spesso nascoste tra le rocce. La più conosciuta è Tukad Cepung, una cascata scenografica che precipita all’interno di una caverna di pietra, creando fasci di luce quasi mistici quando il sole penetra dal soffitto tra le 10 e le 12.
A circa mezz’ora di strada da Tukad Cepung si trova Tibumana Waterfall, una delle più armoniose dell’isola. Qui un getto d’acqua verticale cade in una piscina naturale protetta da alte pareti verdi.
Chi ha voglia di avventura può spingersi verso Dusun Kuning Waterfall, a circa 25 minuti di scooter da Tukad Cepung. Il sentiero che scende nella valle attraversa ponticelli di bambù e tratti di foresta fitta, fino a una gola profonda dove il salto d’acqua, alto oltre venti metri, crea una nuvola di spruzzi. È uno dei luoghi più autentici da includere in un itinerario di cosa fare a Bali nel centro dell’isola.
Cosa vedere a Bali settentrionale: laghi vulcanici, foreste di montagna e templi scenografici



Il nord di Bali è il regno dell’acqua e dell’altitudine: crateri antichi che custodiscono laghi, foreste fredde di montagna, piantagioni di caffè e cascate che rombano in gole di basalto. È la parte giusta se cerchi cosa vedere a Bali in chiave autentica, lontano dal turismo della costa meridionale.
Bedugul e i laghi: Ulun Danu Bratan, giardini e mercati d’altura
Bedugul è la porta del nord. Sulle rive del lago Bratan sorge il Pura Ulun Danu Bratan, il tempio “che galleggia” tra ninfee e montagne. All’alba la superficie è uno specchio e i colori sono freddi e traslucidi; a metà mattina arrivano bus e tour organizzati, perciò conviene programmare la visita presto e poi spostarsi verso i vicini laghi Buyan e Tamblingan.
Se ti piacciono fiori e piante, attraversa i Bali Botanic Garden: orchidee, felci arboree e conifere d’alta quota raccontano l’altra faccia dell’isola, quella fresca e nebbiolina. Poco più a nord trovi il mercato di Candi Kuning, utile per frutta d’altura e spezie.
Il celebre portale di Handara Gate è qui vicino ma è diventato un set con coda: se cerchi autenticità, lascialo stare.
Twin Lakes, Tamblingan e Banyumala: foresta antica e cascate smeraldo
Tra i laghi gemelli Buyan e Tamblingan la strada corre su crinali sospesi con punti panoramici spettacolari. Qui la giungla è più antica e umida: un’esperienza bellissima è la pagaia in canoe tradizionali sul Tamblingan abbinata a un breve trek nella foresta tra alberi strangolatori e antichi santuari muschiati. A dieci–quindici minuti di discesa, nascosta in una conca di felci, la Banyumala Twin Waterfall offre pozze verde-giada dove nuotare; arrivando prima delle 9 trovi spesso solo il rumore dell’acqua.
Munduk e le alture del caffè: trekking tra cascate e piantagioni
Il villaggio di Munduk è il centro più autentico delle montagne del nord. Qui l’aria profuma di chiodi di garofano, caffè e legni umidi; i sentieri collegano Munduk Waterfall, Melanting e Golden Valley in anelli da due a quattro ore alla portata di chi cammina con un minimo di allenamento. Se cerchi cosa fare a Bali per un’esplorazione con le tue gambe, questa è la risposta ideale.
Sekumpul e Lemukih: la cattedrale delle cascate
Nel distretto di Buleleng, Sekumpul è considerata da molti la cascata più scenografica dell’isola: una parete verticale con ventagli multipli che piovono in una gola verdissima. L’accesso è strutturato con diversi livelli: scegli la guided trek locale per scendere fino al piede del salto e proseguire a Fiji Waterfall e Hidden con guadi e passerelle. È un’escursione che richiede tempo e gambe, perfetta se ti stai chiedendo cosa vedere a Bali che lasci il segno. Fermandoti nel villaggio di Lemukih trovi vantage point più tranquilli e un ritmo di comunità che ti fa capire come l’acqua scandisca la vita di queste valli.
Kintamani e il Monte Batur: cratere, lava nera e alternative più quiete
Sull’orlo orientale del nord s’innalza la caldera di Kintamani con il Monte Batur e il lago omonimo. L’iconico trek all’alba è spettacolare quando il cielo è terso, ma è diventato molto frequentato: per preservare l’autenticità, valuta periodi meno affollati, guide registrate e parte posteriore del cratere con accessi meno battuti.
👉🏻 Prenota il tour al Monte Batur che include una notte sotto le stelle e le sorgenti termali.
In alternativa, il Mount Abang offre una salita più lunga e selvaggia con vista su Agung e la caldera.
Mentre i tour in bicicletta sulla “lava nera” sul Monte Batur raccontano la geologia recente senza sveglie all’alba.
Cosa fare a Bali meridionale: le spiagge più belle, il surf e lo shopping


Nonostante la fama delle sue spiagge non ti consiglio di venire a Bali per il mare perché non è il migliore che puoi trovare nel Paese, ma è l’atmosfera delle spiagge della costa sud che ha reso così famosa questa zona.
Alcune zone della costa meridionale di Bali stanno cambiando moltissimo da un anno all’altro, per cui non sconvolgerti se al posto di una spiaggia incontaminata trovi un mega resort, perché purtroppo questo accade continuamente in questa zona dell’isola.
Spiagge migliori di Bali
- Sanur – Sindhu & Karang: laguna protetta dal reef, acqua calma e passeggiata sul lungomare; perfetta all’alba e per nuotare senza onde. Atmosfera di quartiere, warung e barche tradizionali.
- Mertasari (Sanur sud): ampia, ventosa nel pomeriggio, ideale per relax easy e tramonti soffici; meno affollata del centro Sanur, accesso semplice e servizi essenziali.
- Serangan Island (Pantai Serangan): isoletta collegata da un ponte, sabbia chiara e vibe locale; buona per mezza giornata “slow” tra pescatori e piccoli chioschi (portati acqua/contanti).
- Purnama Beach (Gianyar): sabbia vulcanica nera, quieta e scenografica; venici per fotografia e lunghe camminate, soprattutto con marea medio-bassa. Onde spesso forti: bagno con prudenza.
- Saba Beach & Ketewel: litorale rurale punteggiato da warung e cavalli al trotto sulla battigia; poco turismo, aria di villaggio e vista su Nusa Penida nelle giornate terse.
- Keramas Beach: nera e poderosa, spirito locale; bella per passeggiare e sedersi nei warung a guardare l’oceano. Mare spesso mosso: nuota solo quando è davvero calmo.
- Padang Galak (Denpasar est): ampia, ventosa, amata da chi fa kite; luogo genuino per vedere la vita quotidiana balinese sul mare, zero fronzoli.
- Seseh Beach (a nord di Canggu): risaie che arrivano quasi alla spiaggia, tramonti intensi e poche sedie in riva; quartiere tranquillo, ottima alternativa alla caotica Batu Bolong.
- Cemagi – Batu Ngaus: costa scura, tempietti sul mare e scogliera fotogenica; atmosfera contemplativa, ideale al tramonto quando il cielo si specchia sul bagnasciuga.
- Kedungu Beach (vicino a Tanah Lot): palme, prato sopra la scogliera e cascatella a ridosso della spiaggia; pubblico locale, cibo semplice, buon spot per chi vuole un pomeriggio lento.
- Yeh Gangga: lunga e selvaggia, perfetta per camminare in solitudine; cavalli e pescatori al mattino, pochissimi turisti.
- Pasut Beach: nera come ossidiana, iconiche palme piegate e prospettive “wide”; al tramonto è spettacolo puro, strada d’accesso facile (ma niente servizi strutturati).
Penisola di Bukit occidentale: Uluwatu, Padang Padang e i templi sulle scogliere
Il versante occidentale della penisola di Bukit è uno dei luoghi più suggestivi di tutta Bali: scogliere vertiginose, baie turchesi e templi sospesi sull’oceano. È la zona dove la spiritualità balinese incontra la forza del mare, e dove si concentrano alcuni dei panorami più iconici dell’isola.
Il cuore del Bukit è Uluwatu, un promontorio che ospita il celebre Pura Luhur Uluwatu, uno dei templi più sacri e scenografici di Bali. Arroccato a picco su una falesia di oltre 70 metri, regala una vista immensa sull’oceano e tramonti che incendiano il cielo. La passeggiata lungo il sentiero che costeggia il bordo della scogliera è un’esperienza imperdibile: i punti di osservazione cambiano prospettiva a ogni curva e, con un po’ di fortuna, potrai assistere a una cerimonia locale. Le scimmie che popolano l’area sono parte del paesaggio, ma è meglio tenere al sicuro occhiali e cappelli: la loro curiosità è proverbiale.
Scendendo lungo la costa si incontrano Padang Padang e Bingin, due spiagge racchiuse tra pareti calcaree che si raggiungono con scalinate e brevi sentieri. Al mattino presto l’atmosfera è quieta, e il contrasto tra la sabbia chiara e il blu intenso dell’oceano è sorprendente. Da qui, risalendo verso l’interno del promontorio, si può visitare il Pura Gunung Payung, un piccolo tempio marino che domina la scogliera meridionale e rimane tuttora un luogo di preghiera per i balinesi. È uno dei posti più tranquilli dove fermarsi per respirare l’energia spirituale del Bukit lontano dalle folle.
Altri templi meno noti ma ricchi di fascino sono il Pura Mas Suka e il Pura Dalem Melasti Ungasan, entrambi affacciati su panorami mozzafiato e raggiungibili in pochi minuti di scooter.
Penisola di Bukit meridionale: Melasti e Green Bowl
La parte sud-orientale del Bukit è forse la più sorprendente se cerchi cosa vedere a Bali lontano dal turismo di massa. Le scogliere di Melasti Beach, scolpite dal vento e dall’oceano, scendono fino a una spiaggia ampia e dorata che fino a pochi anni fa era quasi sconosciuta. Qui puoi camminare lungo il litorale tra pozze naturali e scogliere a picco, oppure fermarti in uno dei piccoli warung panoramici con vista sul mare. All’alba e nel tardo pomeriggio la luce scolpisce le pareti calcaree creando un effetto cinematografico: è uno dei luoghi più fotogenici di cosa visitare a Bali.
A pochi chilometri da Melasti, la baia di Green Bowl resta una delle più intime della penisola. Si raggiunge scendendo un’impegnativa scalinata, ma in basso troverai una piccola lingua di sabbia chiara racchiusa tra grotte che si aprono sull’oceano turchese. Nelle ore di marea bassa emergono piscine naturali perfette per un bagno. Portati acqua e scarpe adatte: non ci sono stabilimenti, solo il suono del mare e qualche pescatore.
Penisola di Bukit orientale: Nusa Dua e il Tempio di Geger
Se preferisci una zona più rilassata ma comunque autentica, spostati verso Nusa Dua, sul lato orientale del Bukit. Qui l’oceano è protetto dal reef e forma una laguna turchese perfetta per nuotare anche durante la stagione ventosa. La spiaggia di Geger è la più bella: sabbia chiara, acque trasparenti e una quiete che smentisce la fama turistica dell’area.
Ma il vero motivo per venire fin qui è il Pura Geger Dalem Pemutih, il tempio che sorge su una scogliera poco sopra la spiaggia. È un luogo ancora frequentato dai fedeli locali, con una vista meravigliosa sull’oceano e un’atmosfera contemplativa.
Cosa visitare a Bali occidentale: 3 luoghi poco conosciuti
Jatiluwih e Tempio di Luhur Batukaru: risaie UNESCO e foresta sacra
Le terrazze di Jatiluwih sono l’immagine più autentica del paesaggio rurale balinese: migliaia di appezzamenti irrigati dal sistema subak (Patrimonio UNESCO), sentieri che serpeggiano tra i canali e warung di villaggio dove il riso viene ancora essiccato al sole. Arriva la mattina presto o al tramonto per luce morbida e zero pullman; scegli uno dei percorsi segnalati (da 1 a 5 km) e cammina tra contadini e bufali d’acqua, non tra souvenir. A 30–40 minuti di strada, il Pura Luhur Batukaru sorge in una foresta umida ai piedi del vulcano omonimo: atmosfera contemplativa, pochi visitatori, altari coperti di muschio e incenso.
Pemuteran e Isola di Menjangan (Parco Nazionale Bali Barat)
Se cerchi mare integro al riparo dalla folla, base a Pemuteran: quiete di villaggio, spiagge scure e un progetto di biorock che ha rigenerato la barriera davanti a riva, ottimo per snorkeling soft al mattino. Da qui si salpa per Menjangan, l’isola gioiello del Parco Nazionale Bali Barat: pareti coralline coloratissime, visibilità di livello e fondali che degradano in blu profondo. Scegli operatori locali con gruppi piccoli e parti presto per trovare i siti liberi. Dopo il mare, esplora le mangrovie del parco e i sentieri brevi di foresta secca: capirai perché l’ovest è il lato più selvatico di Bali.
Balian–Medewi
La costa sud-occidentale è pura vita di mare. Balian alterna scogliere basse, fiume alla foce e warung semplici sulla sabbia nera: perfetta per lunghe camminate pomeridiane e per osservare la scena locale senza sovrastrutture. Più a ovest, Medewi conserva un ritmo di villaggio: barche tirate in secca, bambini che giocano tra le rocce, tramonti che sembrano non finire mai. Qui non vieni per le sdraio in fila, ma per respirare l’oceano e guardare l’isola com’era. Se vuoi aggiungere un tocco culturale lungo la strada, una sosta al Pura Rambut Siwi (tempio sul mare, scogliera scenografica) completa la giornata.
Bali cosa vedere nella zona orientale: risaie, villaggi di montagna e coste laviche


Sidemen: risaie vive, telai a pedale e cammini lenti
Se cerchi l’anima rurale dell’isola, Sidemen è la risposta. Le terrazze di riso scendono a gradoni tra palme e fiumi, i villaggi lavorano ancora al ritmo dei telai songket e i sentieri attraversano subak, ponticelli e piccole case di campagna. Alloggiare qui una notte cambia il viaggio: all’alba la valle è velata di nebbia e i contadini sono nei campi, senza comitive. È perfetta per trekking leggeri di 2–3 ore con guide locali, una lezione di cucina in famiglia o semplicemente per fermarsi a osservare come l’acqua regoli la vita quotidiana.
Amed & Tulamben: costa lavica e i migliori fondali accessibili
Tra colate di lava e villaggi di pescatori, la costa di Amed è la meta più autentica per il mare nell’est. La baia di Jemeluk all’alba è cristallina: maschera, pinne e subito coralli, statue sommerse e pesci farfalla a pochi metri da riva.
Poco più in là, la spiaggia di Banyuning ospita il piccolo Japanese Wreck, un relitto da snorkeling raggiungibile a nuoto quando il mare è calmo.
Per le immersioni, Tulamben è un classico senza tempo: il relitto USAT Liberty si entra dalla spiaggia, visibilità spesso ottima e vita marina abbondante—uno dei siti più accessibili e straordinari di Bali, anche per chi non è “tecnico”.
Tirta Gangga & Taman Ujung: i palazzi d’acqua del regno di Karangasem
Due residenze storiche raccontano l’est con grazia: Tirta Gangga, un giardino d’acqua costellato di vasche, ponti e statue dove i riflessi al mattino sono poesia; e Taman Ujung, un parco marino che alterna padiglioni e canali con sullo sfondo il profilo del monte Seraya e l’oceano.
Visitali presto per trovarli silenziosi e coglierne la dimensione cerimoniale. Abbina i palazzi a un pranzo semplice in un warung di villaggio o a una sosta nelle risaie di Ababi: in mezza giornata hai un quadro nitido dell’eleganza di Karangasem.
Tenganan & Bukit Asah (Virgin Beach): cultura Bali Aga e una cala chiara
Tenganan Pegringsingan è uno dei villaggi Bali Aga meglio conservati: case allineate, corti comuni e il rarissimo tessuto geringsing (doppia ikat). La visita è discreta e rispettosa—qui si osservano regole e calendari propri—ma offre uno sguardo raro su un’identità pre-indù che resiste. A breve distanza, il promontorio di Bukit Asah regala una vista luminosa su Virgin Beach (Pasir Putih), una delle poche cale chiare dell’est: durante la settimana resta tranquilla, mare spesso calmo, qualche capanna per un pranzo di pesce.
Viaggio a Bali: se hai più tempo

Un viaggio a Bali normalmente si inserisce in un itinerario più ampio in Indonesia o nel Sud-Est Asiatico.
Se non hai voglia di organizzare tutto in autonomia, ecco alcune delle escursioni non troppo lontane da Bali:
- Tour di 3 giorni sul Monte Bromo e Ijen con guida in italiano: tra le esperienze più spettacolari che si possano fare in Indonesia;
- Trekking di 3 giorni sul monte Rinjani (isola di Lombok) per chi ama scalare montagne e vedere albe da sogno;
- Tour di 3 giorni nelle isole Gili con hotel e snorkeling per gli amanti del mare.
Cosa visitare a Bali: Nusa Penida

Ma se non desideri allontanarti troppo puoi esplorare Nusa Penida.
A circa 30 chilometri dalla costa sud-orientale di Bali, Nusa Penida è l’isola sorella più grande e più selvaggia dell’arcipelago di Nusa.
Si raggiunge facilmente con i traghetti veloci da Sanur, che impiegano circa 40–50 minuti; il rientro nello stesso giorno è possibile, ma chi vuole viverla davvero dovrebbe fermarsi almeno una notte per godersi le baie senza folla e la luce dorata del tramonto.
👉🏻 Vuoi andare in giornata? Puoi prenotare una gita in giornata a Nusa Penida per fare snorkeling insieme alle mante (che tendono a nuotare in alcune zone specifiche).
Penida è un’isola ruvida, ancora autentica, dove le strade si arrampicano tra scogliere e villaggi di pescatori.
Il suo simbolo è Kelingking Beach, la baia a forma di T-Rex che si osserva dall’alto e, con un po’ di coraggio, si raggiunge a piedi tramite un sentiero ripido ma spettacolare. Altri punti imperdibili sono Broken Beach e Angel’s Billabong, con piscine naturali sospese sull’oceano, e Crystal Bay, perfetta per lo snorkeling. Chi ama i fondali può organizzare uscite in barca verso Manta Point per nuotare con le mante giganti: un’esperienza tra le più emozionanti nel tuo viaggio a Bali.
A Nusa Penida puoi dormire al Penida Bambu Green Villas in casette di bamboo che sembrano uscite da un set fotografico con piscina e vista sulla natura verdissima oppure al Kabeh Jati Garden Villa & Restaurant che ha una piscina a forma di chitarra (non sto scherzando), bei cottage e vista pazzesca.
Viaggio a Bali: domande frequenti

Come ci si deve comportare nei templi e a casa dei balinesi (b&b e guesthouse compresi)?
- Nei templi entra con spalle e ginocchia coperte (sarong e cintura spesso forniti all’ingresso). Togli cappello e occhiali, parla a bassa voce, non entrare nelle aree “khusus sembahyang” (solo per la preghiera) e non toccare le offerte (canang sari). Non calpestare né scavalcare le offerte a terra: aggirale.
- Evita manifestazioni d’affetto, droni e flash.
- Chiedi sempre permesso prima di fotografare persone/cerimonie; durante le processioni lascia spazio ai fedeli.
- Per tradizione, chi ha il ciclo non entra nei santuari interni.
- Nelle case/allarghi tradizionali: togli le scarpe, saluta con un sorriso e un leggero cenno del capo, passa/accetta oggetti con la mano destra (o entrambe), non toccare la testa delle persone (parte sacra), non puntare il dito: indica col pollice chiuso nel pugno.
- Impara i saluti principali in balinese:
Quale lingua si parla a Bali?
Il balinese. Ecco alcune parole ed espressioni da imparare:
- Buongiorno / Buonasera: Om Swastiastu (si pronuncia “om suastiastu”) — è un saluto benaugurante che significa “che Dio ti benedica con prosperità e pace”. Si accompagna spesso con le mani giunte davanti al petto, come in segno di preghiera.
- Arrivederci: Om Shanti Shanti Shanti Om — la formula con cui si congedano dopo una cerimonia o una conversazione gentile.
- Grazie: Suksma (più informale) oppure Matur suksma (più rispettoso).
- Prego / Di niente: Suksma mewali — letteralmente “grazie di ritorno”.
- Come stai?: Punapi gatra? — una forma cortese per chiedere come va.
Quando andare a Bali?
Stagione secca: maggio–ottobre. (ma ormai settembre e ottobre stanno diventando sempre più piovosi).
Stagione piovosa: novembre–aprile.
Mesi “equilibrati” con meno folla/meteo stabile: maggio–giugno.
Eventi da conoscere: Nyepi (Giorno del Silenzio, in marzo con data mobile) in cui è tutto chiuso, aeroporti inclusi.
Cosa si mangia a Bali?
Cucina saporita, molto riso e verdure, spezie delicate e sambal (piccante) a parte. Piatti da provare:
- Nasi campur (selezione di assaggi con riso), nasi goreng/mie goreng (riso/noodle saltati), gado-gado (verdure e salsa d’arachidi).
- Babi guling (maialino arrostito), bebek betutu (anatra cotta lenta), lawar (insalata di verdure/erbe), sate lilit (spiedini di pesce tritato alle erbe).
- Bevande tipiche: jamu kunyit asam (curcuma-tamarindo), succhi di frutta fresca.
Bevi acqua in bottiglia, scegli warung frequentati dai locali, evita ghiaccio se non sei certo della provenienza (occhio ai cocktail).
Come muoversi a Bali?
Per chi vuole autonomia, lo scooter è il più pratico nei centri (Ubud, Canggu, sud): guida a sinistra, casco obbligatorio, pioggia e buche sono comuni. Legalmente serve Patente Internazionale (IDP) corrispondente alla cilindrata; senza, l’assicurazione non copre. Se non hai esperienza, meglio evitare.
In alternativa Grab (sia moto che auto) è la soluzione migliore e più economica. Scarica l’app sul cellulare prima di arrivare sull’isola.
Ti è piaciuto il mio articolo? Lasciami un commento qui sotto, è un modo gratuito per ringraziarmi delle informazioni condivise.
👉🏻 Stai programmando un viaggio più ampio nel Sud Est Asiatico? Leggi i miei articoli dedicati nella sezione Asia.
enrico
grazie molto utile